No Profit? Sì Grazie
11 giugno 2011

Molte volte quando lavoro, al tavolo del gruppo scuola, parlando con le famiglie, ricevo confidenze o richieste di consigli sul come improntare il rapporto con la scuola. Su come recuperarlo o correggerlo.

Un rapporto che spesso diventa conflitto, specie se si parla di bambini in difficoltà.

Devo prendere atto,che troppo spesso, la collaborazione scuola – famiglia che dovrebbe costituire il presupposto primario , irrinunciabile per una vera integrazione per una serie di concause è messa in discussine e diventa conflittuale,non funziona.

E’ necessario sapere, per comprendere, quali siano le divergenze, che diventano
conflitti tra genitori e scuola, per poterli negoziare.

Talvolta nascono dalla definizione degli obiettivi , dal piano educativo, o dalla individuazione delle strategie, dalla corretta attivazione delle risorse.

Altre volte, invece, le discrepanze si sviluppano sul modo di considerare, di valutare, di inserire nel contesto scolastico il bambino.

Intanto bisogna ricordare che le disposizioni legislative legittimano la presenza della famiglia garantendole la condivisione nelle decisioni con la scuola.

Genitori e scuola ,ognuno per la parte che gli compete ,si confrontano e progettano un programma operativo che tenga conto delle reali capacità del bambino , insieme definiscono cosa è meglio per lo studente e come sia possibile raggiungere i migliori risultati.

Offrendo risposte ai suoi bisogni, migliorando le conoscenze,le prestazioni, i servizi.
Sicuramente nel processo progettuale sorgono delle difficoltà, delle divergenze , non è sempre facile capire quale sia la strada più accessibile, più veloce, più congrua.

Ho nella memoria tante frasi, tanti racconti fatti di sconfitte, di sconforto, di dolore …quello vero.

” ogni volta che parlo con la maestra mai una parola di incoraggiamento…possibile che mio figlio non sappia fare proprio niente!”

…” un genitore quando iscrive il proprio figlio a scuola dovrebbe essere informato su cosa lo aspetta, su cosa deve fare per aiutare suo figlio evitando di girare su se stesso e di sentirsi inutile, perso…”

Ma anche la scuola parla e succede di sentirsi raccontare che le famiglie non chiedono, non parlano, non comunicano, sono chiuse in un sordo dolore, talvolta si percepisce che le loro aspettative sono deluse e… o gettano la spugna e si fanno sopraffare dal sistema o …all’improvviso compaiono con azioni legali perché sopraffatti dal sistema.

Triste da dire ma alla base delle difficoltà ci potrebbe essere una mancanza di fiducia , da ambo le parti.

Una fiducia che invece ci deve essere per poter procedere con serietà ed onestà.

Ma la fiducia non si inventa ,si costruisce,eliminando le conflittualità, le discrepanze, riducendo la distanza tra i bisogni delle famiglie e le risorse della scuola.

I conflitti possono ridursi se viene prestata maggiore attenzione alle relazioni: sviluppare relazioni forti fra le parti .

L’abitudine a comunicare rinforza la capacità collaborativa e costruisce basi stabili.
I genitori si sentiranno così parte integrante di un sistema , vedranno valorizzate ed apprezzate le loro conoscenze specie sui bisogni, sulle capacità, sulle patologie.
I conflitti vengono esaminati e discussi. Affrontandoli.

L’atteggiamento non è conciliante, tanto per fare o per un ipocrita amore di pace, ma è un atteggiamento a costruire un rapporto interpersonale valido fatto di fiducia e di problemi che si possono risolvere.

Le buone intenzioni chiaramente non sono sufficienti ed è opportuno che i componenti il glh una volta sviluppata la capacità di comunicare e di negoziare la facciano funzionare.
Secondo me questo è un primo vero grande traguardo raggiunto.
La relazione tra genitori e scuola,superati i conflitti, fa crescere – fa cambiare – fa migliorare .
Prima su tutti l’offerta formativa e la qualità delle proposte.

La scuola pianifica le attività con la consapevolezza che la famiglia le sarà accanto.
In un percorso progettuale fatto di obiettivi a medio e lungo termine dove le distanze saranno ridotte e dove nell’interesse di tutti c’è la vita del bambino una vita scolastica di qualità.

Annita Cecchi-Consulente didattica-Reparto Pediatrico-Prof. Giorgio Albertini – San Raffaele Pisana, Roma.

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