Cultura del Diverso

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La Cultura della Diversità
Cyberbullismo
Processo diseducativo nell’ambito Familiare
L’associazione Il Melograno da anni è a sostegno delle Famiglie al cui interno è presente una disabilità, noi sappiamo bene che il genitore di un figlio o figlia disabile è quotidianamente condannato a vedere le differenze con i figli degli altri; a soffrire accettando il dolore che deriva dal fatto che il proprio figlio non può agire come i pari età, non è come i figli degli altri. La cosa che però più ferisce il genitore di un disabile è la mancanza assoluta della “cultura della diversità” che ancora oggi nella nostra società (c.d. civile) è assordantemente presente nei silenzi degli adulti quando sono posti in relazione a queste realtà. Cosa fa male?: l’imbarazzo, il pietismo, la paura, i pregiudizi, l’amore di difendere i propri figli. Si proprio l’amore di difendere i figli da parte dei genitori dei normodotati, è questo che maggiormente uccide il genitore di un disabile. I figli degli altri vanno protetti dal proprio perchè il disabile è diverso, è da tenere a distanza, non si vuole far vivere al proprio figlio l’esperienza di una “relazione” troppo forte che non si sa quali effetti possa avere sulla psiche del proprio (sano) figlio.

Oggi si fa un gran parlare di Cyberbullismo, Bullismo, ecc. Sicuramente il fenomeno è gravissimo ed è accentuato dalla facilità di accesso ai social media,

ma alla base di questi fenomeni, che vedono protagonisti alcuni dei nostri ragazzi, c’è una grave mancanza dei genitori che non insegnano o non sanno insegnare la “cultura della diversità”.
Il Melograno ha aderito alla iniziativa richiesta dall’I.C. di Via XVI Settembre di Civitavecchia, proponendo un incontro educativo sul tema del Cyberbullismo da fare ai bambini che frequentano la scuola elementare dell’istituto, ma riteniamo che sia fondamentale iniziare o riiniziare un percorso di educazione che insegni ai genitori, ed agli adulti in genere, a saper accompagnare i giovani, fin dall’età infantile, alla cultura della diversità. La nostra convinzione è che l’adulto dei nostri tempi operi sui propri figli un processo diseducativo che si sostituisce alla “naturale prospettiva” che i bambini hanno verso i loro coetanei. Riteniamo molto esemplificativo un esperimento fatto da un’associazione francese che ha chiesto ad un gruppo di genitori ed ai rispettivi bambini di guardare un video ed imitare pedissequamente, le boccacce fatte dagli attori sullo schermo. Grandi e piccoli seguono le istruzioni divertiti, riproponendo le stesse smorfie delle persone nel video, fino a quando, sullo schermo, non appare una bimba disabile, anche lei impegnata a fare una boccaccia, a questo punto gli adulti si fermano improvvisamente, confusi e imbarazzati, mentre i più piccoli continuano a imitare la smorfia sullo schermo.

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