Lettera di un Genitore
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Viviamo La Vita 2° Edizione
18 marzo 2017

Caro Presidente, chiedo scusa se mi permetto di intervenire su di un tema che già in precedenza era stato al centro di un nostro incontro.

Ho assistito ancora una volta a quello spettacolo impietoso, indecoroso, indecente,offensivo offerto da una Associazione di Civitavecchia che si occupa di disabilità che continua a portare i ragazzi all’interno dei Centri Commerciali ad elemosinare con la vendita di piantine.

Ma io mi chiedo, indignato per usare un eufemismo ma queste persone che si definiscono normodotate hanno una dignità, hanno rispetto verso gli altri ? Ma come è possibile pensare che uomini e donne perché di questo si tratta possano essere usati e utilizzati per fini commerciali mettendoli di fronte a commenti di pietismo fatti dagli utilizzatori del centro commerciale, per poche decine di euro?

E non mi si venga a dire, come mi è stato detto che questo è un sistema per facilitarne l’inserimento. Vedere questi esseri umani porgerti il vasetto di fiori, mentre chi li accompagna è intento ad altre faccende ti distrugge il cuore.

Se i ragazzi fanno dei lavori è giusto che li presentino e vengano valorizzati, ma in un contesto completamente diverso. Questi uomini, queste donne hanno bisogno di assistenza, hanno bisogno di affetto, hanno bisogno di persone che possano e sappiano capirle e nel limite dei loro handicap farle sentire persone normali, non hanno assolutamente bisogno di pietismo.

Io non so se esiste un coordinamento tra le Associazioni che si occupano di assistenza ai diversamente abili ma se mai esistessero ti prego Massimo di farti sentire e gridare a quelle persone insensibili che essere diversamente abili è poca cosa rispetto all’handicap di imbecillità che continuano a dimostrare con questi comportamenti.

Caro Massimo, o meglio Presidente, scusami per questo mio sfogo, ma mi sono immedesimato in quei genitori che dignitosamente, quotidianamente affrontano problemi che si affrontano avendo un figlio diversamente abile e credo che nessun genitore sarebbe felice di vedere il proprio figlio trattato e usato in quella maniera.

firm.to: Giacomo Catenacci

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