So’ …corso ar Melograno
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Disabilità: le nuove forme
La Ludopatia

GAP – “Gioco d’azzardo patologico”.
L’80% della popolazione adulta ha sperimentato il gioco
Il 3% della popolazione adulta appartiene alla categoria GAP
Il 15%della popolazione giovanile (età da 11 a 16 anni) è a rischio Ludopatia

Fonte dati Eurispes

Nel nostro Paese, analogamente a quanto successo in altri Paesi dell’Occidente, l’offerta di giochi d’azzardo è in continuo aumento ed è sempre più diversificata, tanto che quella che in passato era un’abitudine riguardante una ristretta fascia di persone è, di fatto, diventata alla portata di tutti.

Ma, in parallelo all’espansione del fenomeno sociale aumenta in proporzione anche il numero di persone che perdono il controllo del gioco, che non hanno più il senso del limite e che manifestano una vera e propria forma di dipendenza.

Viene definito “gioco d’azzardo patologico”, quando il piacere del gioco diventa un incontrollabile impulso, quindi patologico. Le persone intrappolate in questa morsa portano alla rovina se stesse e le loro famiglie arrivando a indebitarsi fino all’inverosimile e a commettere atti illeciti o a ricorrere all’usura, a perdere il lavoro e, a volte, perfino a cadere in un tale stato di disperazione da vedere nel suicidio l’unica soluzione possibile.

Ci si trova quindi di fronte ad un problema che si sviluppa coinvolgendo i vari aspetti della vita di un individuo, con pesanti ripercussioni sulla psiche, l’organismo, gli affetti, la finanza e l’attività sociale.

Il fenomeno è presente anche nella nostra città. E’ sufficiente recarsi nelle varie tabaccherie o nei bar dei quartieri per incontrare molte persone che avidamente sono sedute alle slot machine o comprano e “grattano” ogni sorta di tagliandini.

Lungi da noi colpevolizzare Il giocatore sociale, che anche se soggetto alla lusinga dell’alea, al fascino del guadagnare tutto in una
volta e senza fatica, intuisce il labile confine (e non lo oltrepassa) tra innocua distensione e morboso accanimento.

I problemi nascono quando l’aspetto ludico diventa secondario rispetto all’impulso di giocare, al bisogno di rischiare, di riprovare, di continuare a tentare la fortuna anche a fronte di perdite clamorose o devastanti: Giocatore Patologico.

Questo atteggiamento si configura come gambling, un comportamento compulsivo, la cui dinamica può essere assimilabile, pur in assenza di uso di sostanze, ad altre forme di dipendenza patologica quali tossicodipendenza o alcolismo.

Il Melograno intende promuovere un’importante iniziativa che ci auguriamo possa realizzarsi ad inizio del 2018.
E’ intenzione dell’associazione aprire un Centro per l’Ascolto per le persone colpite dalla patologia del gioco compulsivo (Ludopatia), le quali stanno sperimentando la rovina della propria esistenza e quella dei propri familiari.

Il Melograno sta selezionando alcuni psicologi che saranno inseriti nel progettoParla con Me, la cui finalità è quella di dare un sostegno psicologico e motivazionale per aiutare le persone ad uscire dal vortice della dipendenza da gioco.

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